L’abbandono
di Annalisa De Luca Cardillo il 10 luglio 2009 alle 0:18:23
Un fenomeno in crescita, che non accenna a regredire. Ogni anno in tutta Italia vengono abbandonati centinaia di migliaia di animali domestici.
L’animale viene considerato alla stregua di un oggetto o di un giocattolo di cui ci si può disfare in qualunque momento.
L’abbandono è fonte di numerosi problemi. L’animale lasciato solo non è abituato a procacciarsi il cibo e spesso muore di fame e di sete. Alcuni animali, abbandonati perché vecchi o già malati, non hanno alcuna possibilità di riuscire a sopravvivere. A questo si aggiunge il trauma psicologico dell’essere stati abbandonati, spesso si lasciano morire. Gli animali lasciati ai bordi di una strada possono causare incidenti automobilistici.
La Legge n∞ 281 del 1991 stabilisce che né i cani detenuti nei canili, né quelli randagi possano più essere soppressi né ceduti a laboratori di vivisezione. Inoltre prevede l’istituzione dell’anagrafe canina che tramite l’inserimento del microchip collega ogni cane al proprietario. Con questa legge si decreta, per la prima volta in Italia, che l’abbandono di un animale costituisce un reato punibile con sanzioni penali.
Un cane, trovato a girovagare senza medaglietta, senza tatuaggio o senza microchip, viene considerato randagio e, in genere, catturato e portato al canile municipale. L’inserimento del microchip di identificazione può essere eseguito presso qualsiasi veterinario o rivolgendosi alla ASL locale.
La sterilizzazione di cani e gatti, nonostante possa sembrare una prevaricazione sulla natura dell’animale, costituisce un fattore importantissimo per la prevenzione del randagismo. Nella maggior parte dei casi il destino delle cucciolate indesiderate è o la soppressione o l’abbandono. La sterilizzazione, sopprimendo l’istinto sessuale, evita fughe nel periodo del calore riducendo il rischio di perdere il cane o il gatto.
Inoltre, nel caso delle femmine, si rivela l’unica efficace prevenzione dei tumori alla mammella e, nel caso dei maschi, previene problemi spesso gravi alla prostata.
L’IMPORTANZA DEL MICROCHIP
Cos’è il microchip?
1) È la carta d’identità elettronica del cane;
2) È un numero di identificazione di 15 cifre.
A cosa serve il microchip?
Debellare il randagismo, evitare gli abbandoni, se perdi il cane lo puoi ritrovare subito.
È obbligatorio il microchip?
Sì!
Come si lega il microchip al cane?
Viene impiantato nella sottocute con un’apposita siringa
Chi impianta il microchip nei cani?
Esclusivamente un veterinario privato e autorizzato (a pagamento) oppure un veterinario presso le ASL (gratis o con la sola spesa di 5 euro).
Dove si impianta?
In Europa la sede standard è nel lato sinistro del collo del cane.
È doloroso per il cane?
1) È indolore, generalmente non sono necessari anestetici o tranquillanti.
2) Per il tatuaggio era indispensabile un anestetico.
Quanto dura un microchip?
1) La durata è per tutta la vita del cane.
2) Il tatuaggio spesso dopo qualche anno diventava illeggibile.
Il numero del microchip cosa indica?
Le prime 3 cifre la ditta produttrice o il paese, le restanti sono numeri casuali.
Quante combinazioni vengono garantite?
Più di 2,5 miliardi; quindi un codice è unico per almeno 20 anni.
Come si legge il numero del microchip?
Il numero viene letto da un apposito strumento chiamato “scanner” attraverso onde radio.
Il microchip può arrecare disturbi al cane?
1) È un corpo completamente inerte e non emette alcun tipo di onda.
2) Sono i lettori che emettono energia elettromagnetica.
Che dimensioni ha un microchip?
Lunghezza 13 millimetri e diametro 2 millimetri.
Da cosaè costituito un microchip?
È una capsula di vetro biocompatibile contenente un chip ed una micro-bobina attivata solo dal lettore.
E dopo aver letto il numero del microchip di un cane ritrovato?
Esistono banche dati presso le ASL grazie alle quali si può risalire al proprietario del cane.
Chi può accedere a queste banche dati?
Solo personale autorizzato, primi fra tutti i veterinari.
Si hanno dei dati sulla diffusione del microchip?
Al 2000 i cani con microchip in Italia erano 350.000 il 5% ma già nel 2001 il numero si è raddoppiato.
Ma il microchip ha dei lati negativi?
Apparentemente pochi e percentualmente quasi trascurabili.
Ma quali sono questi lati negativi?
1) Il microchip potrebbe sfilasi (perciÚò periodicamente andrebbe fatto leggere).
2) Pur avendo una superficie con microsolchi per facilitarne l’ancoraggio, il microchip potrebbe spostarsi dalla posizione iniziale.
Fonte: www.lidasicilia.netsons.org
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Sono solo dei bastardi; se abbandonano i cani potrebbero anche abbandonare i loro bambini. Che schifo !!!!