Botellón
di Michele Scarpinato il 10 agosto 2009 alle 0:01:25

Mentre a Palermo (seguendo la linea degli altri politici di destra italiani) il sindaco Cammarata da lo stop alla vendita di alcolici ai minori di 16 anni dopo le 23, vediamo come viene affrontato in Spagna il problema dell’alcol in queste fascia d’età molto delicata.
Il Botellón è ormai considerato un costume dei giovani ragazzi spagnoli e nonostante sia un fenomeno abbastanza famoso nel mondo riporto la definizione che ne danno i sociologi spagnoli:
“riunione di massa di giovani tra i 16 e i 24 anni, fondamentalmente, in spazi aperti e di libero accesso, per bere le bevande comprate preventivamente nei negozi, ascoltare musica e parlare” ¹
Un costume che sembra familiare alla maggior parte dei frequentatori di piazza Magione a Palermo direi, se non fosse che la maggior parte dei palermitani è troppo lagnusa per comprare le beveande prima, metterle nel freezer, portarsele alla Magione… noi preferiamo gli ambulanti dalla dubbia legalità.
Ma questo costume del Botellón come è visto in Spagna? Come si può immaginare dalla foto in copertina non è un fenomeno molto ben accetto in quanto queste riunioni sono di difficile controllo, cosa si beve, quanto si beve e soprattutto chi beve, infatti in Spagna è proibita la vendita di alcolici a minorenni.
Inoltre durante questi aggruppamenti è difficile scovare chi vende e chi consuma droghe, spesso portano a sporcizia (dalle bottiglie lasciate per strada ai vicoli che diventano vespasiani), rumore e perché no, liti e incidenti.
Nello stecil riportato si vede un vero e proprio inseguimento della polizia, perché sappiate, che in Spagna come in Italia molti preferiscono educare con le solo punizioni, dimenticando spesso, o quasi sempre i premi e l’informazione.
Alcune città dove questo fenomeno è più diffuso, come in Andalusia, sono più tolleranti e sia a Granada che a Malaga esistono alcune zone della città che il venerdì e il sabato sera vengono chiuse e presidiate dalla polizia affinché il Botellón avvenga pacificamente. Inoltre qui a Malaga per diminuire il numero dei partecipenti a questo tipico rito del fine settimana, il Comune ha organizzato, come alternativa, vari eventi gratuiti o a basso costo per i giovani, anche se per amor del vero non sono sempre facimente raggiungibili con il servizio di autobus notturni.
1. A.Baigorri, R.Fernández, GIESyT, “Botellón, un conflicto postmoderno”, Icaria, Barcelona, 2004.
Fonte fotografia: Flickr
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Bella descrizione dell’evento; ricordo che mia figlia ne parlava con entusiasmo nel periodo dell’Erasmus a Barcellona.Basta non lasciarsi trascinare a bere sfrenatamente per trascorrrere una serata allegra in buona compagnia.
Io penso che, come ogni cosa in Italia, venga fatta per la “facciata” e ci andrà di mezzo qualche poverino beccato per caso ma la moltitudine dei ragazzi continuerà come ha sempre fatto a bere lo stesso.Immaginate a Palermo che non abbiamo vigili per sorvegliare sugli automobilisti quale personale utilizzeranno per contrastare il fenomeno.
interessante e soprattutto dalla mentalità aperta… cosa che qui non ci possiamo aspettare dagli amministratori secondo me.
il palermitano o l’italiano in genere pare voglia essere punito, voglia avere restrizioni piuttosto che fiducia…
Quello che colpisce è che a Palermo la mancanza di regole la fa da padrona.
Degli ambulanti abusivi che, intendiamoci, magari si guadagnano la giornata invece di andare a rubare, basterebbe dargli uno spazio, uno status, con una quota di 5 euro simbolica per l’occupazione di suolo pubblico, obbligo di lasciare pulito il posto dopo la giornata lavorativa. Spazi numerati e delimitati.
E’ difficile ? Dopo le 23,00 obbligo di servire il beverage in bicchieri di plastica.
Una cosa così semplice credo sia utopistica a Palermo e me ne dispiace, siamo ancora indietro anche rispetto a paesi che taluni chiamano sottosviluppati.