Tennis in ascesa con Flavia Pennetta…ma chi lo ha visto?

di Sergio Grillo il 28 agosto 2009 alle 16:10:17

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Che l’Italia sia un paese di sportivi o pseudo tali lo sappiamo da tempo. Forse di commissari tecnici sarebbe il termine più appropriato. Il mondo pallonaro ci investe tutti, ci sommerge, ci assorbe e molto spesso non ci rendiamo conto che esistono situazioni e realtà altrettanto importanti. E’ questo il caso del nostro tennis. Per tanti anni ci siamo dovuti accontentare di vedere i grandi campioni stranieri vincere e divertire. Nell’epoca del business e dei guadagni milionari ci sembrano così lontani i tempi di Pietrangeli e Sirola quasi imbattibili, della Pericoli che incantava il pubblico con il suo tennis elegante come i suoi abiti o dei più recenti Bertolucci, Barazzutti e soprattutto Panatta che trionfò a Roma e Parigi nel 1976, aggiudicandosi in quell’anno anche la Coppa Davis in Cile. La televisione in bianco e nero e le racchette di legno erano il simbolo di quell’epoca. Un periodo in cui si toccava con mano la gioia del successo in cui il pubblico negli stadi , ma anche in televisione aveva la possibilità di vivere questi avvenimenti simbolo forse non solo sportivo, ma di unità nazionale.
Il rapido declino del nostro tennis dagli anni 80, ha cambiato le abitudini e l’interesse. Solo la nazionale con qualche esaltante vittoria ha saputo riavvicinare il pubblico al rimbalzo di quella pallina gialla su un rettangolo di terra, erba o cemento. Ben poca cosa rispetto ad altre nazioni ricche di campioni o meglio forse anche solo di giocatori appena discreti ma con un supporto tecnico e dirigenziale importante. E’ probabilmente questa ultima la mancanza ormai atavica del nostro tennis, dilaniato da polemiche interne, esclusioni tecniche ed allontanamenti quantomeno singolari (Adriano Panatta). In mezzo ad un buio quasi mortale, è venuta fuori una luce, quella di Flavia Pennetta. La tennista brindisina di 27 anni sta riportando in auge il nostro tennis. Grinta, determinazione e preparazione tecnica stanno alla base di questo successo. Un crescere continuo che nel breve volgere di pochi mesi l’ha portata a battere a più riprese le più quotate avversarie tra cui Williams e Sharapova. In poco più di un mese 2 vittorie prestigiose, a Palermo e Los Angeles, 1 semifinale ed una possibile finale nel torneo in corso a New Haven. E’ la prima tennista italiana ad entrare nelle prime dieci giocatrici più forti al mondo e siamo certi che ella saprà ancora stupirci. Purtroppo però la logica dell’affermazione e soddisfazione sportiva non si intona perfettamente con altrettante logiche editoriali quanto meno discutibili. La Coppa Davis e la Federation Cup sui canali satellitari o su quelli monotematici. Così successi altrettanto importanti vengono menzionati solo sui giornali o con qualche servizio sporadico dei telegiornali. Forse solo una piccola percentuale di spettatori a patto di costosi abbonamenti sta vivendo questo esaltante momento del nostro tennis Siamo sicuri che l’Italia sia un paese di veri sportivi? Difficile dare una risposta convincente. Noi possiamo solo augurarci che la stella di Flavia continui a brillare sempre di più e che ad essa se ne aggiungano altre ad illuminare il nostro “povero” sport.

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