La Feria di Malaga è come il sesso
di Michele Scarpinato il 2 settembre 2009 alle 0:02:18
Ogni anno a Malaga si festeggia la cacciata degli arabi da parte dei cristiani con la cosiddetta Feria de agosto, che si svolge per una decina di giorni nel bel mezzo di agosto.
Fortunatamente non conserva nessun carattere religioso-nazionalista ed è una festa che unisce e non divide, una festa in cui tutto il folklore andaluso viene fuori.
Dal mio distorto punto di vista la feria ha molte cose in comune con il sesso, dall’inizio alla fine, infatti si comincia sempre con i preliminari: la città pian piano si prepara, anziché spogliandosi, vestendosi, con addobbi, cartelli, e casette prefabbricate (luoghi dove si potrà comprare da bere e ballare).
I preliminari durano quasi quanto (o forse anche di più) l’amplesso feriatico stesso, perché tutto il centro storico deve essere pronto al grande evento, senza considerare che poco fuori la città si montano le giostre, gazebi per i classici giochi da fiera e altre centinaia e centinaia di casette ristoranti/pub/discoteche affidate ad associazioni culturali e non.
Il primo contatto “caldo” con la feria avviene la prima notte, sulla spiaggia cittadina, con il discorso d’apertura e concerti per tutta la notte. Quest’anno due gruppi tra i più famosi di tutta la Spagna e come ospite internazionale Kate Ryan.
Dopo il primo contatto comincia un su e giù continuo per la città, e con quello che potrebbe essere l’analogo del cambio di posizione, un giro al Recinto Ferial (luogo appunto con giostre e centinaia di casette).
Ovviamente tutto si accompagna con bevute di vino dolce tipico di Malaga, il Cartojal, ma anche birra e alcolici vari. La città diventa una grossa sede per il botellon dove tutto è concesso.
Per strada la gente canta e balla, con abiti tipici del folklore andaluso e malagueño in particolare.
La festa continua giorno e notte per dieci giorni e i servizi di igiene e logistici sono davvero dei migliori.
L’amplesso feriatico dura circa dieci giorni (paragonando i giorni con i muniti avremmo le medie descritte da Coelho in Undici minuti!) che terminano quasi di colpo, con la testa ancora inebriata, il sorriso sulle labbra e un dolce sapore di cartojal in bocca.
Dopo due giorni la feria è già un bel ricordo, tutto viene smontato e si sta un po’ a casa o al mare come periodo refrattario prima del rientro al lavoro.
Ho creato anche un gruppo su flickr sulla Feria di Malaga del 2009
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