Neanche la pioggia fermò il tango
di Chiara Chiaramonte il 24 settembre 2009 alle 0:02:03
Pioveva.
Pioveva da diversi giorni e lo spettacolo era stato già rinviato.
Eravamo tutti lì con ombrelli e trench, in attesa di deliziare le nostre orecchie, la nostra vista, il nostro cuore.
Finalmente si entra, i nostri piedi eleganti nei passi fangosi verso il palco.
Il cuore trepida d’attesa fino all’arrivo del primo suono. Il suono. La musica.
Emozione e armonia si intrecciano nel primo tango, come le gambe di lui e di lei che rapidamente, in un susseguirsi di ganchos, esprimono la passione che trasuda dai loro sguardi.
I maestri ci ammutoliscono con i loro passi, ci stabiliano e il desiderio di ballare come loro arde in ognuno di noi che silenziosamente, con le bocche semiaperte dallo stupore, guardiamo questa meraviglia, invidiamo questa fluidità, osserviamo, ci emozioniamo.
Intanto un canto, una voce strepitosa, viene fuori da un corpo luminoso di donna.
Donna che tiene la scena. Donna che guarda il pubblico e racconta storie di tango, storie di vita.
Il suo canto illumina il pubblico. Si tratta di una luce fatta non di luce.
Una luce che si sente e si ascolta che vibra nel petto, ma non solo nel suo. Nel petto di noi che ascoltiamo.
Veniamo travolti da un fondersi di gambe che armonicamente si intersecano in un ondeggiare di veli, dal fervore della voce luminosa, il tutto intrecciato da una musica tessuta dalle mani di lei.
Le mani di lei.
La grinta, l’armonia, delle mani di lei.
La precisione, la decisione, delle mani di lei.
La guida, il ritmo, nelle mani di lei.
I suoi movimenti minuziosi tessono la sinfonia, cuciono gli archi che vibrano in questo “Desde el alma” commovente.
Ed in quel momento non posso non pensare che io sono una privilegiata.
Il pubblico presente quella sera non ha potuto ricevere il dono che ho ricevuto io.
Due giorni prima alle prove dello spettacolo, ho visto il volto di lei.
Lei che minuziosamente e ampiamente, tesse.
Un volto che emana passione, concentrazione, musica.
Musica che non resta nelle orecchie e nell’aria soltanto.
Musica che non resta nel cuore soltanto.
Posso gioire di un dono che appartiene a pochi: mi ha irradiato di musica.
La musica del volto di lei.
Illustrazione di Flavia D’Anna
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