Colta da malore durante il SiciliaTangoFestival, trentenne muore poco dopo in ospedale.
di Chiara Chiaramonte il 2 novembre 2009 alle 2:36:36
Questa sera, serata finale del SiciliaTangoFestival, insieme ad alcuni amici, tangueri e non ci avviamo con il solito entusiasmo all’Avantgarden.
Tra un saluto e l’altro, un sorriso, un commento ad un certo punto dalla consolle chiedono se c’è un medico in sala, perché una ragazza ha accusato un malore.
Il solito capannello di curiosi intorno, e poco dopo le voci dall’altro lato della sala dicono che le stanno facendo un massaggio cardiaco. Chiaramente nessuno se la sente di parlare, ballare e si attende l’ambulanza. I medici provano a rianimarla, la intubano, usano il defibrillatore… la portano via in barella, intubata e a quanto pare senza polso.
Passano dei minuti interminabili, si va al bar, si cercano aggiornamenti negli occhi di chi potrebbe averne. Niente.
Solo mezz’ora fa Maurizio Maiorana ci raccoglie nella sala da ballo per darci la notizia che tutti purtroppo ci aspettavamo: Alessandra non ce l’ha fatta.
Alessandra, così si chiamava. Una ragazza di Messina, circa 30 anni, si occupava di moda, dicono. Era venuta a godersi la serata. Si è accasciata all’improvviso.
Alcuni ipotizzano un arresto cardiaco. È stata soccorsa dai medici di Villa Sofia. Credo che nei prossimi giorni sapremo le cause della sua morte.
È stata avvisata la famiglia che si è messa in viaggio subito per raggiungere l’ospedale.
La serata finale del festival è stata ovviamente annullata.
Io ero presente, ero in sala, con un centinaio di altre persone provenienti da tutta Europa. Ero lì con Alessandra, che neanche conoscevo, neanche so che faccia avesse. Ero lì come lei per divertirmi. Lei ora è morta.
Io non riesco a non pensare a questa cosa. Non riesco a non pensare che si muore così, senza un motivo, a 30 anni. Esci di casa per andare a ballare, vedere dei maestri ballare, incontrare amici, rilassarti divertirti. E muori.
Muori così. Il tuo cuore si ferma. Senza un diavolo di motivo!
A nome di tutta la redazione di bloggalo! esprimo il mio cordoglio nei confronti della famiglia di Alessandra.
Cercherò di tenere aggiornati tutti gli utenti interessati.
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Anch’io ero lì….una vera tragedia!!!!
Non conoscevo Alessandra, ma nel momento in cui l’ho vista lì, distesa a terra con gli occhi spalancati….ho pregato per lei!!!
Quando l’hanno portata via però, era tutto molto evidente e soprattutto molto triste in quanto reale.
La cosa però che mi ha scioccata di più….è stato sentire di nuovo la musica….non ci potevo credere!!!!
Così, ho preso le mie cose…e sconvolta sono andata via.
Vorrei dire tante cose e dopo qualche istante sento esigenza di censurarmi e star in silenzio….
Leggo il tuo articolo ed intanto siamo in chat che ci ripetiamo entrambi “come c…. è possibile?”
Sò benissimo che la morte è un evento naturale che fa parte del ciclo della vita, ma si può morire cosi?
Spessissimo qualcuno muore perche si è fatto di qualche droga di troppo, ha bevuto troppo, accellerato troppo….alla fine senza alcuna cattiveria in ciò mi dico “beh un pò se la son cercata”.
Ma sta ragazza aveva 30 anni, si era fatta i suo km solo per ballare un tango, con i suoi amici….niente droghe, corse, alcool, e cazzate varie…un tango.
Alessandra vorrei tanto che fossimo ancora dentro quella palestra, tu a ballare ed io a fotografarti.
Provo rabbia per l’indifferenza che hanno mostrato gli organizzatori di questo festival che davanti all’evidenza hanno preferito andar avanti col loro business. Complimenti..
Le avevo parlato all’ingresso x caso, non la conoscevo e poi qualche attimo dopo…non c’era piu’! Che impressione mi ha fatto, ma condivido pienamente il pensiero di Elisa…è vero, la vita continua, ma non si puo’ continuare con la musica, ballare facendo finta di niente, come se nulla fosse successo…son rimasta solo x aspettare una notizia confortante…che purtroppo non è arrivata…
Lo spettacolo non poteva andare avanti! Vergogna!
sono terribilmente addolorata per tutto cio,per la morte di Alessandra e per il comportamento …..il mondo del tango è veramente balordo
marco sei pregato di non usare termini offensivi nei confronti di nessuno. il tuo commento pertanto sarà rimosso.
il mio unico pensiero adesso è per una vita che si è spenta a soli 30 anni…il resto non conta nulla, credetemi.
Tanto il mondo va avanti con o senza le nostre lamentele…con o senza le nostre condanne…dobbiamo solo augurarci di avere davanti persone che prima di tutto mettano il loro cuore piuttosto che il loro interesse….
…non capisco…leggo e non capisco!!!…come si fa ad andare addosso a persone che in quel momento erano sconvolte, quando si assiste ad una vita che se ne va!!!…come si fa a mettersi in cattedra a giudicare????…spiegatemelo per favore, io non lo capisco…
…quando ieri sera ho saputo quello che era successo non ci volevo credere….non poteva essere che in un momento così bello, spensierato e liberatorio come il tango qualcuno si fosse spento, una ragazza della mia età, che era andata lì…salutando i genitori rimasti casa…per l’ultima volta….oddio se penso ai parenti di Alessandra….la morte è difficile da accettare, ma così è davvero impossibile!! mi sento vicina ai suoi parenti…alla sua famiglia…e non voglio polemizzare su nulla…ma rimarcare un fatto: LA MUSICA HA CONTINUATO…LO SPETTACOLO E’ ANDATO AVANTI….
ognuno la pensi come meglio creda…..
io il mio pensiero ce l’ho!
dovremmo solo fare un pò di silenzio….!
Sono tra quelle persone che non ha più avuto voglia di ballare, dopo quell’orrenda notizia, e sono andata via….
il mio tango festival era finito li…. il mio entusiasmo, svanito…
ma non me la sento di esprimere un giudizio nei confronti di chi ha dovuto gestire una situazione cosi assurda…
impariamo a tacere, ragazzi…! giudicare può solo fare del male, e certamente, non ci riporta indietro chi non c’è più…
Ero lì ieri sera e, anche se preferirei il silenzio, intervengo perché non mi è parso ci sia stata da parte degli organizzatori la reale intenzione di continuare la serata. Piuttosto c’è stata un’indecisione, un prendere tempo per capire cosa fosse realmente successo. Bisogna rendersi conto infatti che quando accade l’imprevedibile, come accaduto ieri, non sempre è possibile prendere le decisioni rapidamente. Lo choc e lo sgomento per quanto appena successo era così evidente che solo chi arrivava in quel momento, ignaro dell’accaduto, poteva semplicemente pensare di mettersi a ballare. Non darei quindi altro spazio a questa polemica sterile piuttosto inviterei tutti ad un opportuno silenzio in memoria di una giovane vita che non tornerà più.
Io non ero lì, ma con tutti i difetti che possono avere le persone, non credo che chiunque appartenga alla nostra comunità possa pensare di continuare una milonga nella consapevolezza del consumarsi di una simile tragedia; probabilmente si aspettava una notizia capace di sciogliere la tensione, un lieto fine che consentisse di continuare la festa.
Io non sono in grado di giudicare se si è atteso un attimo di troppo, ma posso immaginare e sono sicuro che tutti quanti erano nel pallone, incapaci di razionalizzare, e sicuramente increduli per quello che stava succedendo, così come lo sono stato io questa mattina che ho saputo di questa tragedia a cose avvenute.
C’è poi da dire che in altre occasioni, anche recentemente, le stesse persone hanno dimostrato grande sensibilità e solidarietà verso le persone colpite da simili accadimenti.
Quindi prima di tranciare giudizi, prima di attribuire uno stigma così pesante, che non sarebbe dimenticato nel mondo del tango, pensiamoci bene; se io la pensassi come Angela, che il mondo del tango è così balordo, non ci rimarrei un solo attimo in più.
Sono stato tra i primi a criticare l’organizzazione ieri notte e continuo a farlo adesso.
Non sono d’accordo con chi dice che il silenzio in questi casi è la strada piu’ giusta da percorrere, bisogna invece parlarne e discuterne. Non siamo un tribunale e non giudichiamo nessuno, ognuno è libero di reagire come vuole, ma proprio per questa libertà, che ha ogni individuo, consentitemi di continuare a dire che mi sono vergognato di vedere e SENTIRE molte cose ieri sera.
Tutto cio’ non porterà indietro Alessandra, è vero, ma se giustifichiamo questi comportamenti vorrà dire che anche noi in occasioni del genere ci potremmo comportare cosi’; siamo sicuri di volerlo fare? Era veramente tanto difficile da capire che già da subito si doveva bloccare la vendita dei biglietti, lasciare la musica spenta e aspettare che le persone che erano li’, ed avevano assistito al tutto, si riprendessero dallo shock?
Poi ci stupiamo di quelli che a Napoli passano sopra ai cadaveri…perche’ ieri cosa si è fatto?????
Ero li……….avevamo ballato insieme la sera prima..quando e’ andata via con l’ambulanza sono andato via anch’io……mi sembrava di trovarmi un posto senza piu’ alcun senso………..
la milonga non è andata avanti. il business non è andato avanti. lo show non è andato avanti.
chi sostiene questo è in malafede.
ero lì, ho assistito ad ogni momento della tragedia. dopo sono rimasto nei pressi della consolle. gli organizzatori, chi metteva musica, tutti erano sotto choc. nessuno sapeva bene cosa fare. la musica è ripresa, in fervida attesa di una buona notizia, perchè, a volume basso, era una maniera, un teentativo di stemperare la tensione e infondere un po’ di calma, e perchè era un modo per dare a chi avesse desiderio di abbracciarsi, la libertà di scelta.
ieri sera c’erano anche tante persone dall’estero, arrivate dopo che avevano portato via Alessandra, tutti erano visibilmente disorientati. non escludo che qualcuno di loro avesse nonostante tutto desiderio di ballare. perchè condannarli?
quando nella sala è calato il totale silenzio, ho capito che alessandra non ce l’aveva fatta.
per favore, non vi abbandonate a facili polemiche, perchè nessuno di noi, al posto di chi doveva decidere, avrebbe saputo cosa fare.
Io quindi sarei in malafede… Per favore visto che c’eri mi dici cosa ha detto la speaker quando ha riattaccato la musica dopo soli 5 minuti che l’ambulanza era andata via?
Bene se non lo ricordi ho una ventina di persone pronte a rinfrescarti la memoria.
Visto che c’eri mi dici se passati 20 minuti non c’erano persone che ballavano?
Visto che c’eri avrai sicuramente sentito il medico, che per prima l’ha rianimata, dire ad alta voce che Alessandra era ormai morta?
Visto che c’eri mi dici cosa hanno sentito le mie orecchie dire al bar ad una persona che un attimo prima era accanto ad Alessandra?
Visto che c’eri ti gradirei di non tacciare le persone di malafede, non ho offeso nessuno e gradirei lo stesso comportamento, grazie.
accanisciti contro gli organizzatori, se questo ti fa stare meglio.
conduci la tua battaglia, denigra, critica, agitati. fai pure.
io non ti seguo. ho scritto come sono andate le cose.
ero lì, ho visto. se non vuoi capire, non capirai mai, nemmeno se ti faccio la cronaca minuto per minuto di tutto ciò che ho visto e sentito.
restatene nel tuo orticello di polemiche, inutili, insulse, vili.
io non ti seguo. e chiudo qui.
Continua ad offendere.. l’educazione si impara da bambini, mi sa che hai perso questo passaggio….
Chiudo quì.
Io ero seduto accanto la ragazza, che non conoscevo. Ho visto la ragazza priva di sensi accasciarsi lentamente sul divano e l’amica rendersi conto del dramma. Ho subito pensato a una crisi epilettica ma la ragazza non si muoveva. Siamo stati i primi, io e la sua amica a chiedere soccorso. Dopo un quarto d’ora di massaggio cardiaco da parte del medico e nessuna minima reazione era purtroppo chiaro che la ragazza stave per non farcela. O quanto meno era ALTAMENTE improbabile che potesse riprendersi.
Anche quando sono arrivati i medici dell’ambulanza, la ragazza non ha mostrato alcuna reazione positiva a qualunque stimolo.. luce nelle pupille, puntura al dito e così via..
In più sono pronto a giurare che il medico dei soccorsi abbia dichiarato la ragazza morta.
Ora… passi lo straniero ignaro… passi l’organizzazione che decide di non interrompere di punto in bianco la serata, magari anche per aspettare notizie più certe, diciamo “ufficiali” (ma ripeto, sono certo che la ragazza sia già morta dentro la sala e molti di noi l’hanno capito) … ma vedere che c’erano persone non straniere, già presenti dall’inizio della serata, che ballavano un istante dopo che la ragazza era stata portata via… e vedere che continuava l’attività di botteghino… beh, questo lo trovo quantomeno discutibile – voglio essere politically correct.
Mi auguro davvero che queste persone non si siano rese conto – per quanto non capisco come! – della assoluta gravità della situazione.
Altrimenti.. poveri noi!
p.s. Tengo a precisare che sono andato via 5 minuti dopo la tragedia, il tempo di riprendermi dall’immediato choc. Per cui la mia testimonianza finisce in quel momento. Cosa sia avvenuto dopo non so dirlo.
Scusate…non voglio entra nella polemica ma..a che serve discutere, offendersi, attaccarsi?
E’ morta una ragazza.
Tutto il resto,che possa esser oggetto di indignazione o risultato del disorientamento e choc del momento, non ha alcuna importanza.
E’ morta una ragazza. E’ questa l’unica verità assoluta.
E credo che se davvero c’è un dopo magari le farebbe piacere esser ricordata anche da chi come me e voi non la conosceva, ma era li per passare una serata insieme.
Perche ciascuno anzichè scrivere cosa era giusto o sbagliato non le dedica qualcosa?
Questo è il mio regalo che le ho dedicato quando ancora scosso sono rientrato a casa, e spero le piaccia.
http://www.youtube.com/watch?v=x-Zbt3oCtek
Reading all these comments, i see we all have a different point of view, depending how we knew the girl, what we saw or did not see, what we felt, or did not felt.
All the comments are about what should have been done , respect to the hundred thousand different ways to look at the event…
What about *her* point of view ?
Maybe she did not care,
Probably she does not enjoy critics, anger, hatred, and everything shown and written here,
Maybe she would have prefer people to keep dancing with thoughts towards her
Instead of people wondering around about what is politically correct
A proposito dell’ultimo commento..
Non si tratta di comportarsi in maniera formalmente corretta. Si tratta di sensibilità.
Dunque c’è qualcuno capace di ballare tango ( non salida + sacada + gancho, bensì condividere con gli altri momenti di gioia e armonia) in un’ambiente dove si è appena spenta una vita che aveva proprio questi stessi propositi senza che questo possa alterare la propria percezione della serata… mi ripeto: poveri noi!
ragazzi, vi date tropa importanza.
so que era un momento difficile per tutti e que ci sono tanti maniere di processare el dolore e la paura della morte di ogni uno.
dire cose non vere publicamente della organisazione del festival o giudicare altra gente con modi diverse di reagire in fronte di una situazione triste mi sembra poco sensibile.
la storia del mundo ci mostra que ce siempre gente que difronte di un golpe di dio cherca qualc’uno d’accusare sulla terra.
è una reazione humana pero pericolosa.
yanick wyler
ps: asi se firma un comentario
sottoscrivo il messaggio di yanick wyler.
giada laudicina
Rispetto quello detto da yanick, ma non condivido soprattutto in due punti: dire cose non vere? Beh piu’ persone hanno confermato o comunque notato lo stesso fastidioso atteggiamento tenuto dall’organizzazione dell’evento, capisco che per alcuni di voi sono degli amici, ma si dovrebbe cercare di essere obbiettivi anche quando ci sono dei sentimenti di legame affettivo. Il secondo punto che non condivido e’ il p.s.: ognuno e’ libero di firmarsi come vuole.
Punto
non ero presente al festival, e non conoscevo la ragazza (per un attimo ho creduto di si)…tutt’ora sono triste per lei , per i suoi genitori , parenti ed amici che non la potranno più riabbracciare invece noi stiamo qui a commentare, parlare, inveire o altro…LEI non può più………
pensiamo di essere dei privilegiati in quanto giovani ed invece….
Innanzitutto desidero rivolgere le mie condoglianze alla famiglia di Alessandra (che non conoscevo personalmente) e a tutti quelli che la conoscevano. Premesso ciò vorrei esprimere quantomeno la mia perplessità sul comportamento dell’organizzazione . Arrivato all’Avantgarden 10 min. circa DOPO l’avvenuto malore di Alessandra al momento di fare il biglietto ho chiesto cosa stesse accadendo e sentendo che c’era una persona che si era sentita male e che era svenuta chiesi espressamente se la serata si fosse regolarmente svolta .La risposta fu molto decisa in senso positivo e quasi strappandomi i soldi dalle mani , mi venne fatto il biglietto/ricevuta ( a completezza d’informazione devo dire che magari la fretta era anche dettata da richieste di vario tipo , da quelle per i biglietti ad altre ) .Sta di fatto che oltre me ,vennero staccati almeno una decina di biglietti , ripeto DOPO 10 minuti che Alessandra era svenuta . Resomi conto della situazione , neanche mi cambiai le scarpe , in attesa di venire a sapere se Alessandra si fosse ripresa e , in quel caso, di capire se la serata fosse proseguita. Il tempo passava , le persone andavano via ( eravamo giunti intorno all’una ) e pensando a quel punto di andare anch’io , decisi invece di attendere la buona notizia ( ma la serata era ormai da considerarsi in ogli caso finita ,nonostante la musica continuasse a suonare ) che purtroppo non arrivò. Ora voglio dire ,in questo caso ci si è trovato di fronte al più tragico degli eventi ma se per esempio durante una serata vi è un corto circuito ( dopo mezz’ora che si suona e si balla ) e vi si arriva 10 minuti dopo che l’amplificatore si è fuso e si continuano a staccare biglietti ,assicurando la continuazione della serata SECONDO VOI SI AVREBBE IL DIRITTO DI SENTIRE PARLARE DI UNA FORMA DI RIMBORSO ? O NO ? Se quei10 Euro ( che si sono aggiunti ai 107 delle 5 lezioni e ai 40 Euro delle altre milonghe ) servissero per una corona di fiori per Alessandra , o a darli in beneficenza ai bambini della Somalia , se ce ne fosse bisogno ne darei altri 10 MA PER PAGARE UNA SERATA ( CHE PAREVA PROBABILE A QUEL PUNTO ) CHE NON SI SVOLGE ; SCUSATEMI , NEANCHE 1 EURO . Al momento che scrivo non ho sentito nessuna voce , nè sui siti nè su sms di varia provenienza circa l’eventuale rimborso ( stiamo parlano di 10/15 persone nella mia situazione ….FATE VOI !!!
Non posso crederci. Giuseppe, forse ci conosciamo, forse no, ma mi chiedo se non sia anche tu ancora troppo scosso per esprimere commenti lucidi sui fatti.
Io ho pagato due biglietti probabilmente poco dopo che sei entrato tu, Giuseppe.
Andandomene mi sono totalmente dimenticato di chiedere i soldi indietro. Era l’ultima cosa a cui avrei pensato e di cui avrei mai scritto qui (facendo tra l’altro i conti in tasca agli organizzatori). Una mia conoscente invece andandosene ha chiesto i suoi dieci euro, che gli sono stati dati senza fiatare, immediatamente.
Quindi, dov’è il problema, Giuseppe? Su cosa stiamo discutendo? Hai la tua ricevuta del biglietto, rivolgiti all’organizzazione, riavrai indietro i tuoi soldi.
Concludo ponendoti una domanda: tu, si proprio tu, saresti stato pronto a gestire la morte di una persona durante un evento di questa enormità? Saresti stato impeccabile, tu? Pur volendo ammettere che sia stato commesso qualche (piccolo) errore, tutti commettiamo degli errori, tanto più in situazioni drammatiche e totalmente inaspettate come queste.
Io non sono dello staff, sono uno come voi, uno che era lì e basta.
Difendo l’operato di queste persone che si sono trovate tra le braccia una ragazza agonizzante e che hanno fatto tutto il proprio meglio.
Ancora una volta: basta polemiche. Abbiate rispetto. Per favore.
Mi rivolgo a Gabriele (Salemme) . Se per rispetto si intende il comportamento dell’Organizzazione ,( musica, gestione del botteghino , non fare accompagnare immediatamente insieme a quelli del 118 Alessandra e l’amica – lasciata sola a fare compagnia ad Ale-da qualcuno dello staff…) se anche questo è il rispetto come lo intendi tu , mi unisco ai commenti di Alessandro e Marco …POVERI NOI !!!!
P.S. Tutti possiamo commettere errori e volutamente non sono andato a chiedere (giustamente) i miei soldi indietro, proprio perchè conscio del fatto che di fronte a eventi eccezionali , qualcosa può sfuggire . Ma dopo 3 giorni si potrebbe pur rimediare . Sbagliare è umano, perseverare ….
mi rivolgo al non meglio identificato giuseppe pregandolo vivamente di avere la decenza di tacere e di vergognasi in silenzio………se poi volesse passare dall’espace sarò ben lieta di rimborsargli i suoi 10 euro.
Quanto al resto, la polemica fine a se stessa non mi interessa.
Non ero presente quella tragica notte e non posso esprimere giudizi………credo solo che in situazioni del genere sia difficile capire esattamente quale sia la cosa giusta da fare e il coinvolgimento personale impedisce spesso di gestire gli eventi in modo asettico.
Spero siamo tutti daccordo nel ritenere che non c’è stata malafede da parte di nessuno e che la tragicità degli accadimenti può portare ad avere delle sviste o anche a commettere degli errori, se mai questo è accaduto.
Spero solo che in futuro tutti noi saremo capaci di ricordare ALESSANDRA con più rispetto di quanto non abbiamo fatto finora.
Ecco qual’era il problema.
In questi giorni ho passato un po’ del mio tempo a leggere e cercar di capire cosa potesse portare voi a parlare in questo modo. Credevo fosse la situazione tragica in cui tutti noi ci siamo trovati e per questo motivo non volevo nemmeno scrivere per difendere il nostro operato. So benissimo cosa succede quando l’inaspettato arriva: confusione, dolore, senso di colpa, si perde la lucidità …
Adesso però mi accorgo che il vostro problema non è stata la serata, la tragedia, la musica ma i 10 famosi euro. Bravi, sono orgogliosa di voi. Piano, piano, vi siete risposti da soli, avete dato agli altri la risposta giusta, vi siete mostrati per quello che siete veramente.
Sapevo che il tempo ed il silenzio avrebbero portato alla luce la verità.
Invece di scrivere e perdere tempo qui bastava chiamare la segreteria.
Spero che Alessandra non abbia visto tutto questo.
Daniela Gullo Staff SiciliaTangoFestival
Daniela, perchè parli al plurale? Perchè generalizzare in maniera sterile? A leggere i commenti solo una persona si è lamentato della questione rimborso.
Molto ho già detto sia in questo post, che nell’altro.
Personalmente non credo siate dei mostri, ne degli insensibili. Credo nella vostra più assoluta buonafede. Penso che vi siate trovati ad affrontare una situazione difficilissima,che si possano commettere errori. E avete il massimo della mia comprensione.
Ho semplicemente aperto una riflessione sul “se e quanto fosse opportuno” mantenere la musica in sala e “se e quanto fosse opportuno” continuare a staccare i biglietti perchè sono scelte che non ho compreso.
Le uniche persone il cui comportamento ho trovato molto spiacevole – e uso un eufemismo – sono state quelle che nella immediatezza dell’evento sono entrate in pista per ballare.
Quando si è in tanti, all’interno di un insieme di persone vengono bene o male rappresentate tutte le varie tipologie umane (tra le quali anche quelle dei distratti e degli straffottenti). Metto in conto anche la presenza di qualcuno arrivato subito dopo e che non aveva chiaro la gravità dell’accaduto.
Sarebbe stato penso opportuno da parte vostra – perchè purtroppo era vostro compito dare un netto segnale – evitare possibili comportamenti ambigui, magari spegnendo la musica oppure abbassando drasticamente il volume (fin quando sono stato presente era ancora alto), oppure accendendo tutte le luci in sala per evitare che il comportamento a mio avviso poco consono di pochi potesse urtare la sensibilità della maggioranza delle persone ancora sotto choc, dato per assodato che nessuno dei presenti può davvero aver pensato che potesse trattarsi di un comune malore.
Scosso dalla visione dei pochi che ballavano (e c’erano maledizione! purtroppo c’erano… non riesco a pensarla come Lea, mi dispiace), sono andato via.
Sulla questione “bottegino ancora operativo” che ho sollevato credo per primo, penso che io e Salvatore, membro del vostro staff – nei commenti presenti nell’altro post – abbiamo chiarito la vicenda.
Lo riporto: ho avuto evidentemente la sfortuna di assistere alla vendita degli ultimi biglietti. La direttiva di interrompere la vendita sarà arrivata subito dopo che io ho lasciato la sala.
Sono sincero e non sarcastico.
Se i miei commenti vi sono sembrati inutilmente polemici mi dispiace. Non era questa la mia intenzione. Nessun j’accuse! Ho posto le due questioni per crescere come comunità di Persone, tutti quanti me compreso, prima ancora che appassionati di tango.
Con rispetto, Marco
Continuo a sottoscrivere quello che dice Marco (pur non conoscendolo mi ritrovo a pensarla come lui da quando abbiamo iniziato a scrivere).
I miei complimenti a Daniela Gullo (ovviamente sono sarcastico), vedo che è un luogo comune al vostro staff quello di generalizzare e offendere.
Capisco sentirsi le spalle al muro per una situazione che non avete saputo gestire, ma in questi casi lo ripeto (per le milionesima volta) sarebbe bastato dire: ci scusiamo per come è stata trattata Alessandra, eravamo nel pallone; è proprio così difficile ammettere di aver sbagliato?
Concordo in pieno con quanto scritto da Marco e Alessandro.Evidentemente sono stato frainteso forse per essere stato troppo diretto. Se errori ci sono stati ,non è vergogna ammetterli e ,ove possibile , porre rimedio .
Premetto che non sono dello staff, dato che questo sembra essere uno degli elementi dirimenti, e pregiudiziali, per valutare le posizioni e le reazioni di chi scrive. Voglio solo riportare le mie sensazioni mentre mi aggiravo all’Avantgarden, aspettando con tutto il cuore una buona notizia che non è arrivata. Nessuno si offenda, ma la mia impressione è che le persone che hanno immediatamente cominciato a protestare, a dichiararsi indignate e a criticare aspramente l’organizzazione, fossero quelle con meno strumenti culturali, intellettuali ed emotivi per governare la propria angoscia. Di fronte allo “scandalo” della morte, tanto più scandalosa perchè di una ragazza giovane in un luogo deputato alla vita, è venuto fuori di tutto: la piccineria, il bisogno di protagonismo a tutti i costi, l’esigenza di platealizzare tutto, il moralismo di bassa lega, la dietrologia. Tutto tranne le due cose che sarebbero state giuste: la pietas (anche verso chi si è trovato a gestire una situazione difficilissima e per fortuna rarissima) e il silenzio…..
Marco, anche tu, come Giuseppe, devi essere ancora scosso, per cui ti sarai espresso male. Non posso credere che il tuo shock sia derivato dalla visione di due o tre coppie che hanno ripreso a ballare.
Ma come, Marco? Una ragazza era stata soccorsa davanti ai nostri occhi e tu trovi il modo, il tempo, lo spazio mentale per scandalizzarti a causa di qualcuno che ballava? Sai chi ha ripreso a ballare? Li ho visti io, i bambini! Si, i bambini che si erano esibiti sabato notte. Vogliamo linciare dei bimbi? E vogliamo linciare coloro che, ritardatari, stranieri, desiderosi di ballare, hanno liberamente scelto di continuare a farlo? Oppure vogliamo linciare chi, secondo te, glielo avrebbe permesso? La musica era niente di più che un sottofondo, e nel breve volgere di qualche minuto, anche quelle due o tre coppie hanno smesso di avere voglia di ballare. Era giusto, sino a che non si fosse ricevuta una notizia certa, che il filo della speranza corresse su quel filo di musica di tango. Anzi, non era giusto, era sacrosanto.
Riassumo la scena:
mentre alcuni si chiedevano cosa fare, come gestire l’emergenza, e moltissimi erano attoniti, sguardo fisso nel vuoto, attendendo una notizia bella, Marco un po’ contava le persone in pista, un po’ contava i biglietti staccati inutilmente, Giuseppe si chiedeva se e quando avrebbe rivisto i propri soldi e calcolava mentalmente e freneticamente quanto Maura stesse indebitamente intascando, Alessandro si strappava i capelli per lo scandalo captando frasi irripetibili al bar (che ineffetti non ci ha mai riferito), un’altra ragazza (che non conosco) si scagliava contro la consolle urlando “stronzi!” perchè la musica non era stata ancora spenta.
L’ho scritto altrove, siete fenomenali. Una combriccola eccellente e variegata di angeli vendicatori, supereroi senza peccato e senza macchia, giudici giustizialisti e moralisti moralizzatori. Favolosi.
Marco, anche tu, come Giuseppe, devi essere ancora scosso, per cui ti sarai espresso male. Non posso credere che il tuo shock sia derivato dalla visione di due o tre coppie che hanno ripreso a ballare.
Ma come, Marco? Una ragazza era stata soccorsa davanti ai nostri occhi e tu trovi il modo, il tempo, lo spazio mentale per scandalizzarti a causa di qualcuno che ballava? Sai chi ha ripreso a ballare? Li ho visti io, i bambini! Si, i bambini che si erano esibiti sabato notte. Vogliamo linciare dei bimbi? E vogliamo linciare coloro che, ritardatari, stranieri, desiderosi di ballare, hanno liberamente scelto di continuare a farlo? Oppure vogliamo linciare chi, secondo te, glielo avrebbe permesso? La musica era niente di più che un sottofondo, e nel breve volgere di qualche minuto, anche quelle due o tre coppie hanno smesso di avere voglia di ballare. Era giusto, sino a che non si fosse ricevuta una notizia certa, che il filo della speranza corresse su quel filo di musica di tango. Anzi, non era giusto, era sacrosanto.
Riassumo la scena:
mentre alcuni si chiedevano cosa fare, come gestire l’emergenza, e moltissimi erano attoniti, sguardo fisso nel vuoto, attendendo una notizia bella, Marco un po’ contava le persone in pista, un po’ contava i biglietti staccati inutilmente, Giuseppe si chiedeva se e quando avrebbe rivisto i suoi soldi e calcolava mentalmente e freneticamente quanto Maura stesse indebitamente intascando, Alessandro si strappava i capelli per lo scandalo captando frasi irripetibili al bar (che ineffetti non ci ha mai riferito), un’altra ragazza (che non conosco) si scagliava contro la consolle urlando “stronzi!” perchè la musica non era stata ancora spenta.
L’ho scritto altrove, siete fenomenali. Una combriccola eccellente e variegata di angeli vendicatori, supereroi senza peccato e senza macchia, giudici giustizialisti e moralisti moralizzatori. Favolosi.
Il mistero delle frasi al bar nasce dal fatto che le ho sentite solo io ed hanno poca valenza probatoria in un contesto come questo dove anche la realtà dei fatti viene stravolta da alcuni di voi.
Se vuoi sapere cosa ho fatto io, invece delle solite offese, ti accontento, nessun problema:
dopo che Alessandra e’ andata via, mi sono avvicinato al medico e gli ho sentito dire: la ragazza e’ gia’ morta a quel punto un ragazzo gli ha chiesto: ma quando sono arrivati quelli del 118 si muoveva ed il medico ha risposto: erano spasmi, riflessi che un corpo ha successivamente alla morte (preciso che non sono le testuali parole , ma il senso del discorso). A quel punto ritorno dai miei amici e comunico quello che avevo sentito, si avvicina un altra ragazza che era con noi ed era stata vicino ad Alessandra nel momento in cui erano arrivati i paramedici e ha riferito anche lei di aver capito che la ragazza non c’era piu’, a QUESTO punto: SARANNO PASSATI 5 MINUTI noto che le luci erano state spente e sentiamo il messaggio : Alessandra e’ stata affidata ai medici, nel corso della serata avremmo notizie sul suo stato di salute, riprendiamo la serata (anche queste non sono testuali parole, ma il senso del discorso).Applauso di sole 2 persone.
Riprende la musica ad un volume NORMALE .
Ci guardiamo in faccia (conoscenti e sconosciuti con una sensibilita’ diversa evidentemente dalla vostra) e decidiamo di andare via… All’entrata notiamo la gente che continua a staccare i biglietti. Ci fermiamo fuori accanto il campo di calcetto e sentiamo ancora la musica, vediamo la gente entrare come se nulla fosse, PERCEPIAMO un altro messaggio dalla console e stavolta un applauso più consistente. Rientro per andare al bagno e sento al Bar una frase che mi da molto fastidio (non la dico perche’ è la mia parola contro quella di chi l’ha pronunciata non ho testimoni che possano confermarla).
Esco nuovamente vicino il campo di calcetto e sento ancora musica, decido di andarmene definitivamente, mi avvicino alla porta di sicurezza chiusa con la catena e vedo delle coppie che ballavano e non erano bambini (in questo momento sono passati almeno 20 30 minuti da quando Alessandra e’ stata portata via).
Ora chiedo per l’ultima volta a tutti: ma se anche uno solo dei vostri ospiti di quella serata ha avuto la percezione, il sentore, che la morte di Alessandra sia stata trattata con troppa leggerezza (senza malafede) non sarebbe il caso invece di offendere, prendere in giro o minacciare (a buon intenditore poche parole) dire: scusami, non volevamo, in primis per Alessandra, dare affatto questa impressione, mi dispiace se l’hai pensato.
Si sarebbe scritto molto meno e la faccenda sarebbe gia’ chiusa.
Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire ,.. comprendo le posizioni innocentiste finchè dettate dalla buonafede , ma a questo punto comincio a pensare alla mala fede dei più che rifiutano una visione OBBIETTIVA dei fatti . Torno a ripetere SE ci sono stati errori (con tutte le attenuanti del caso) sarebbe il caso di ammetterli ma evidentemente il nostro buon premier non è altro che il caposcuola/leader di buona parte dei commentatori di questa faccenda . Tipo ; Non c’ero , dormivo . E se c’ero sognavo di non esserci …. Insomma é finita a tarallucci e vino . Mi auguro che la povera Alessandra sia distratta in questi giorni da non vedere tutto questo ( anche il mio tentativo di fare assumere e far riconoscere certe responsabilità a chi di dovere in modo che gli “errori” commessi in questa vicenda potessero essere evitati in futuro ) .VI LASCIO CONTINUARE , SE LO CREDETE , QUESTO BOTTA E RISPOSTA . MOLTI DEGLI INTERLOCUTORI NON MERITANO DELL’ALTRO MIO TEMPO : AMEN:
“Una combriccola eccellente e variegata di angeli vendicatori, supereroi senza peccato e senza macchia, giudici giustizialisti e moralisti moralizzatori. Favolosi.”
Gabriele (Salemme), mi stupisce il tono sopra le righe del tuo commento.
Siccome parli anche di me, meriti una risposta.
Credo di aver espresso la mia opinione con garbo parlando solo di comportamenti forse poco opportuni, dichiarando innanzitutto una assoluta fiducia nella buonafede dell’organizzazione.
Ho rimarcato il fatto che le uniche persone che a mio avviso hanno tenuto un comportamento spiacevole, stonato per il momento che stavamo tutti vivendo, siano state quelle coppie che sono entrate in pista, tra cui alcune adulte – chi c’era ha visto – che erano in sala sin dall’inizio.
“nel breve volgere di qualche minuto, anche quelle due o tre coppie hanno smesso di avere voglia di ballare” (anche tu vedo che “un pò contavi le persone in pista “). Per inciso, figuriamoci se ce l’ho con i bambini.
Ho fatto presente che sarebbe stato meglio dare sin da subito a tutti (ritardatari inconsapevoli, stranieri, desiderosi di ballare compresi) un segnale chiaro quale l’abbassamento drastico del volume o l’accensione delle luci. Creare una atmosfera… chiamiamola “di crisi” se vuoi, con la quale poter permettere sia a chi già piangeva la ragazza, sia a chi nutriva ancora delle speranze di focalizzare doverosamente l’attenzione esclusivamente su Alessandra e il suo dramma, evento che aveva spazzato via da quella serata qualunque atmosfera festaiola.
Gabriele (Salemme) capisci cosa voglio dire?
Il resoconto di Alessandro è ciò che ho vissuto anch’io – a parte l’episodio del bar, luogo dove non sono mai stato presente.
E sì “Marco un po’ contava i biglietti staccati inutilmente”. Visto che per andar via sono dovuto passare davanti il botteghino non ho potuto fare a meno di notarlo. Magari sono andato via proprio mentre entrava il gruppo di Giuseppe, che non conosco.
Non ti basta neanche la mia presa d’atto, come ho già scritto, di credere che siano state subito dopo interrotte le operazioni di vendita.
Colgo l’occasione per bollare come “delirante” il tuo ultimo commento (delle 21,14) presente nell’altro post.
Gabriele (Salemme) capisci cosa voglio dire?
Conosco la risposta.
Marco
Per prima cosa vorrei dire che in questi giorni ho letto i messaggi ma non sono mai intervenuta per non alimentare, anche non volendo, le polemiche. Rispetto il parere di tutti. E’ giusto che ognuno abbia il proprio perchè, sicuramente, ognuno avrebbe reagito in modo diverso.
Però perchè continuare a discutere e a polemizzare? Alla fine si sta portando su un piano personale una tragedia che andrebbe solo rispettata il dolore che porta nella famiglia di questa ragazza, nelle sue amicizie, in chi la conosceva bene o anche solo in chi l’ha vista andare via….
Ribadisco quanto detto da qualcuno… alla fine, purtroppo, questo processo alle intenzioni ed ai comportamenti (giusti per alcuni sbagliati per altri) non riporterà qui Alessandra e queste polemiche sulla musica, su chi ballava e chi no, se fosse giusto o sbagliato non la ricordano nel modo più corretto: con la “pietas” ed il silenzio di cui parlava Gianfranco.
Seconda cosa: chi ha criticato il modo di fare dell’organizzazone pretendendo scuse che non sono mai arrivate forse non ha sentito quanto ha detto (quasi urlato, in modo accorato) Maura dalla console 5 minuti dopo che si è ripresa la musica (è il discorso seguito dall’applauso che hai sentito tu, Alessandro), ovvero che (ovviamente è il senso e non le testuali parole) chi ha pensato che si fosse ripresa la serata per insensibilità si sbagliava di grosso, che lei stessa non sapeva che fare per quanto era addolorata e che “continuare” la serata era solo un modo per aspettare insieme le notizie dall’ospedale dove erano andati anche 2 membri dello staff.
E ora, per favore, un po’ di serenità.
Mi tocca rispondere nuovamente…
Innanzitutto Anna grazie per non usare i toni sbagliati di alcuni che in questi giorni mi hanno scritto (e non solo) detto di tutto.
Vorrei, se me lo consenti pero’, rivedere qualcosa di quello che tu hai scritto.
Partiamo dalla fine: ” e ora, per favore, un po’ di serieta’; cosa intendi dire con questa frase? Secondo te il fatto che sono da domenica sera che scrivo e cerco di far capire il mio pensiero e’ un fatto poco serio? Secondo te sono spinto dai soldi, dalla gloria o dalla semplice voglia di apparire?
Ho ancora nella mente l’immagine degli occhi di Alessandra ormai senza vita e la rabbia per quello che e’ accaduto subito dopo, e pensi che sono poco serio? Spiegati perchè non vorrei che di questo tu stia parlando…
Guarda dei soldi, dell’essere visibile, delle lotte interne a chi pratica il tango e del mettere in cattiva luce un organizzazione non mi interessa proprio (anche se qualcuno pensa che io sia mosso da questi intenti).
E’ vero il continuare a parlare non riporterà indietro Alessandra, ma ho gia’ spiegato (leggiti qualche post sopra) il perchè non mi associo a chi dice che il silenzio sia la soluzione, aggiungo anche che sono pronto a ripetere tutto quanto scritto in ogni sede io venga chiamato a dover rispondere.
Sul discorso fatto alla console, sono contento che qualcuno mi abbia detto cosa e’ stato pronunciato mentre io ero fuori (parlo del secondo discorso), ma beh tu scrivi: “era solo un modo per aspettare insieme le notizie dall’ospedale dove erano andati anche 2 membri dello staff.”.
A mio modesto parere (quello cioe’ di un ospite della serata) il piu’ sbagliato perche’ se non avessero riattaccato musica e spento luci, saremmo tutti rimasti (ed invece moltissimi si sono allontanati, mentre altri entravano senza sapere o essere stati testimoni di quello che a cui “noi” abbiamo assistito) per avere il tempo di assorbire lo shock, per piangere, per reagire cioe’ in modo umano ad un evento cosi’ triste e non l’essere catapultati nuovamente in un clima di festa (perche’ cosi’ mi sono sentito io e tanti altri).
Ripeto (milionesima volta), ma se qualcuno, che era presente ai fatti, ha avuto la sensazione che Alessandra fosse stata offesa con l’atteggiamento tenuto dall’organizzazione, non sarebbe molto piu’ semplice, invece di dire: la musica era bassa, aspettavamo l’ufficialità del medico e altre mille scuse che ho sentito in questi giorni; scusateci non volevamo dare questa impressione, lungi da noi un comportamento del genere.
Sarebbe un gesto di maturità intellettuale fare ciò.
Confido nel buon senso….
Alessandro, avevo scritto serenità… non serietà.
Ed io ho letto male…. capita… (mi sa che urge visita dall’oculista…)
E per il resto cosa pensi?
Si tace da più di 24 ore. Dopo lo scontro di opinioni resta l’assenza.
Che si deposita, sedimenta e lascia lo sgomento.
Non passa giorno che non affiorino quei momenti così assurdi ma realmente vissuti.
Che siano stati o rimangano più o meno distanti i nostri pensieri, penso di accomunare il pensiero di ciascuno di noi dedicando a nome di tutti un ultimo saluto pubblico ad Alessandra, prima che questa pagina venga risucchiata nel mare del web.
Personalmente, faccio mio l’iniziale invito di Luca dedicando un brano ad Alessandra, che mi sedeva accanto.
http://www.youtube.com/watch?v=OOFe4Krv048
Non è un Tango… ma chissenefrega. E’ un Fado che amo, e che da quel giorno mi fa pensare a lei.
Noi almeno avremo ancora la fortuna di incrociarci, alcuni senza riconoscersi, nelle milonghe.
Un sereno arrivederci, Marco
Ho letto, a volte con commozione, altre con stupore, i commenti scritti su questo blog. Io non ero presente quella tragica sera. Ma a chi si lascia andare a giudizi troppo affrettati vorrei dire: è fin troppo facile criticare chi ha avuto la responsabilità della serata che vede la presensa anche di persone venute da fuori. Mi è stato detto che la musica è stata ridotta di volume lasciando – in attesa di notizie certe dall’ospedale – alla sensibilità di ciascuno dei partecipanti alla serata la scelta di sospendere o meno il ballo. Mi dicono che quasi tutti, alla chetichella, sono andati via. Mi si dice pure che, appena arrivata la notizia che non si era trattato di un malore, ma di una tragedia, gli organizzatori hanno immediatamente sospeso la serata. Non mi sembra, per la verità, che gli orgaqnizzatori abbiano sbagliato. Per ciò che riguarda la biglietteria, posso essere d’accordo con quelli che pensano che si potevaq sospendere fino a ricezione delle notizie certe. Ma forse, in quel bailamme, nessuno ha pensato a farlo. Pensate che qualcuno, in un momento del genere, possa aver voluto lucrare 10 o 20 euro?. Così la penso. Chi fa può sbagliare, madare addosso a qualunque costo mi pare eccessivo. Giuseppe