Paul McCartney al Parlamento Europeo: meno carne, meno riscaldamento globale
di Fabio Vento il 17 dicembre 2009 alle 0:27:37
Pochi giorni fa il Parlamento Europeo ha accolto un ospite d’eccezione: Paul McCartney. In previsione del summit ONU che proprio in questi giorni vede i potenti della Terra confrontarsi sul problema dei cambiamenti climatici, l’ex beatle ha rivolto un appello ai governi: promuovere la riduzione del consumo di carne per contenere il riscaldamento globale. Lo ha appoggiato, dati scientifici alla mano, Rajendra Pachauri, direttore del Panel Intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite.
A differenza di quanto comunemente si ritiene, infatti, gli allevamenti contribuiscono in forma determinante ai processi che determinano l’effetto serra. È di poche settimane fa il dossier “Livestock and Climate Change” del prestigioso Worldwatch Institute secondo il quale le emissioni di gas serra causate dagli allevamenti ammontano al 51% del totale introdotto nell’atmosfera..
Parte di questi gas provengono direttamente dai bovini, che, si calcola, durante la digestione producono il 35% del metano e il 65% dell’ossido di azoto immessi nell’ambiente: si tratta di sostanze rispettivamente 23 e 296 volte più impattanti dell’anidride carbonica. Altra parte deriva dall’allevamento stesso in quanto attività produttiva fatta di trasporti, di consumo di suolo, acqua ed energia. Sta qui il grosso dello spreco, se si considera per produrre 1 kg di carne occorre coltivare 15 kg di vegetali a foraggio, quando la stessa coltivazione, se fatta a soia per alimentazione umana, produrrebbe 30 volte le stesse proteine.
Impossibile poi non ricordare il ruolo degli allevamenti nella distruzione delle foreste, nostre uniche “alleate” contro la CO2 e tuttavia sacrificate in favore dei pascoli. Ogni kg di carne comporta l’abbattimento di 35 mq di alberi, e in particolare – secondo un recente studio di Greenpeace – l’allevamento bovino è responsabile dell’80% della deforestazione della foresta amazzonica.
Il problema, insomma, esiste ed è grave. Per affrontarlo e riportarlo a proporzioni non allarmanti, però, possono bastare piccoli cambiamenti negli stili di vita e nell’alimentazione. Si calcola infatti che sostituendo 1 kg di carne a settimana con prodotti vegetali, ciascuno di noi potrebbe risparmiare 36 kg di anidride carbonica, per un totale annuo di 1.872 kg. È sulla scorta di questo dato che McCartney e Pachauri hanno chiesto che venga approvata a ogni livello una “giornata vegetariana settimanale”: un progetto già attuato con successo nel “piccolo” della città belga di Gent.
«Perchè quest’idea divenga realtà – hanno dichiarato i due “ospiti” al Parlamento – occorre muoversi a tutti i livelli: quello individale, perché ciascuno ha pieno potere nel decidere cosa mangiare; quello istituzionale locale, per mettere in atto iniziative di informazione verso i cittadini; e quello istituzionale europeo, per fornire delle linee guida.» Tanto si può fare: speriamo che chi ci governa, stavolta, non cada vittima della miopia.
Per approfondimenti:
Filmato dell’intervento di McCartney e Pachauri al Parlamento Europeo (in italiano)
Conferenza stampa di McCartney e Pachauri a Bruxelles (in inglese)
Dossier Lega Anti Vivisezione: “Cambiamento climatico e allevamenti intensivi”
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